Rubriche
tratto dal n.08/09 - 2003


SACRO COLLEGIO

I cento anni del cardinale Bafile


Giovanni Paolo II e il cardinale Bafile il 4 luglio

Giovanni Paolo II e il cardinale Bafile il 4 luglio

Grandi festeggiamenti nella Curia romana per i cento anni del cardinale abruzzese Corrado Bafile, compiuti il 4 luglio. Il porporato, insieme ai suoi familiari,è stato ricevuto in udienza speciale, dal Papa nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. All’evento hanno partecipato numerosi cardinali e arcivescovi. Dopo il discorso del Papa e il saluto di Bafile, ha avuto luogo un grande ricevimento. Nel pomeriggio è stata celebrata una messa in suo onore nella chiesa di San Lorenzo in Piscibus, adiacente al Vaticano. All’avvenimento è stato dato ampio spazio dall’Osservatore Romano, che il 4 luglio ha anche anticipato la presentazione che monsignor Francesco Di Felice (sottosegretario al Pontificio Consiglio per la famiglia e assistente del Sodalizio degli abruzzesi San Camillo de’ Lellis di cui il cardinale è alto patrono) ha scritto per l’opera da lui curata in onore del porporato: Il cardinale Bafile nel centesimo genetliaco (Libreria Editrice Vaticana, 135 pp., euro 35).
In effetti il compimento del centesimo anno è un evento raro, anche all’interno del Sacro Collegio. Compulsando varie pubblicazioni e l’informatissimo sito curato in Florida da Salvador Miranda, sembrerebbe che almeno negli ultimi tre secoli nessun porporato abbia raggiunto questo traguardo.
Tra i 611 cardinali creati nel Novecento, quelli che hanno avuto la vita più lunga sono stati: il cinese Ignatius Gong Pin-mei, scomparso nel marzo 2000 a 98 anni e sette mesi; il gesuita italiano Paolo Dezza, venuto meno nel dicembre 1999 quattro giorni dopo aver compiuto 98 anni; il francescano toscano Ferdinando Giuseppe Antonelli, morto nel luglio 1993 due giorni prima di raggiungere i 97 anni; il portoghese José da Costa Nuñes, ultimo patriarca delle Indie Orientali, defunto nel novembre 1976 a 96 anni e otto mesi; il curiale campano Francesco Morano, morto nel luglio 1968 a 96 anni; il celebre teologo gesuita francese Henri-Marie de Lubac, scomparso nel 1991 a 95 anni e sei mesi; il curiale romano Alberto Di Jorio, venuto meno nel settembre 1979 a 95 anni e 2 mesi.
Per quanto riguarda i 475 porporati creati nel XIX secolo, il più longevo sembra sia stato il francese Jean Baptist de Belloy-Morangle, che fu anche l’inventore del filtro per le macchinette da caffè, il quale morì nel giugno 1808 a 98 anni e otto mesi, dopo essere stato nominato, già ultranovantenne, arcivescovo di Parigi nel 1802 e creato cardinale l’anno dopo da Pio VII.
Nel XVIII secolo invece il più longevo tra i 343 porporati creati pare sia stato il napoletano Francesco Carafa di Traetto, creato cardinale nel 1773 da Clemente XIV e scomparso nel settembre 1818 a 96 anni e cinque mesi.
Attualmente, del Sacro Collegio fanno parte dieci cardinali ultranovantenni. Oltre a Bafile ci sono infatti: l’austriaco Franz König, 98 anni il 2 agosto; il pugliese Corrado Ursi, 95 anni il 26 luglio (è l’unico "sopravvissuto", insieme a Karol Wojtyla, del concistoro del 26 giugno 1967); l’olandese Johannes Willebrands, 94 anni il 4 settembre; il piacentino Opilio Rossi, 93 anni il 14 maggio; il salesiano austriaco Alfons Maria Stickler, 93 anni il 23 agosto; il gesuita polacco Adam Kozlowiecki, 92 anni il 1� aprile; il benedettino tedesco Paul Augustin Mayer, 92 anni il 23 maggio; il canadese Louis-Albert Vachon, 91 anni il 4 febbraio; l’argentino Juan Carlos Aramburu, 91 anni l’11 febbraio.






L'OSSERVATORE ROMANO

Quelle foto senza riguardo a quanto prescritto dal diritto internazionale nei riguardi dei vinti


La prima pagina dell’Osservatore del 26 luglio

La prima pagina dell’Osservatore del 26 luglio

""Male senza nome". Così Giorgio La Pira ha definito la guerra, perché nella maggior parte dei casi mette a repentaglio la persona umana e la civiltà. Ieri, senza riguardo a quanto prescritto dal diritto internazionale nei riguardi dei vinti, sono state diffuse le foto degli sfigurati cadaveri dei due figli di Saddam Hussein, Uday e Qusay, uccisi martedì a Mossul durante un raid compiuto dai militari statunitensi". Così l’inizio, evidenziato in grassetto, del principale articolo di prima pagina dell’Osservatore Romano del 26 luglio. Titolo e occhiello: Ancora una volta il tragico viso della guerra. "Le autorità statunitensi diffondono le foto dei cadaveri sfigurati dei due figli di Saddam Hussein".




COMUNITÀ EBRAICHE

Un messianesimo per la speranza, non per il fondamentalismo


Amos Luzzatto

Amos Luzzatto

"È giunto ora il momento delle scelte fra un messianesimo che tenga viva la speranza, che infiammi gli ebrei motivandone quotidianamente gli sforzi e i sacrifici, così come l’edificazione di una cultura che sia adatta a una società migliore – non la migliore che la fantasia utopistica possa immaginare – e un messianesimo che sia soltanto una copertura per una politica intransigente, che trova i propri migliori alleati nei fondamentalisti del mondo arabo-islamico, i quali ne sono l’immagine speculare". Così Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, sull’Avvenire del 4 luglio.




DIPLOMAZIA PONTIFICIA

L’Enchiridion dei Concordati delle Dehoniane


La copertina dell’Enchiridion 
dei Concordati

La copertina dell’Enchiridion dei Concordati

Le edizioni Dehoniane di Bologna hanno mandato da poco in libreria un interessante volume, particolarmente prezioso per gli studiosi e gli appassionati di diplomazia pontificia. Si tratta dell’Enchiridion dei Concordati. Due secoli di storia dei rapporti Chiesa-Stato (2.336 pp., euro 85) che offre in ordine cronologico il testo originale – con versione italiana a fronte – di tutti gli accordi conclusi dalla Santa Sede con gli Stati negli ultimi due secoli, a partire da quello tra Pio VII e Napoleone Bonaparte.
Nella prefazione, il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, si congratula con i promotori dell’iniziativa e si augura «che la nuova opera contribuisca a far conoscere sempre meglio l’impegno della Santa Sede nel promuovere vie nuove di collaborazione con le autorità civili, dando così a Cesare ciò che è di Cesare e chiedendo pure a Cesare di dare a Dio ciò che è di Dio».
La nuova raccolta offre in particolare tutti i testi dei recenti accordi, stipulati fra la Santa Sede e gli Stati dell’Europa centrale e orientale, che dopo il 1990 sono rinati alla libertà. Compreso anche quello stipulato con la Repubblica Ceca nel luglio 2002, ma che lo scorso 21 maggio il Parlamento di Praga ha respinto con 110 voti contrari su 177 deputati presenti.




L’OSSERVATORE ROMANO

«Si reprima l’avidità di quanti aspirano alle infule episcopali»


Un vescovo dirige il saccheggio 
di una chiesa, miniatura tratta dal Decretum Gratiani

Un vescovo dirige il saccheggio di una chiesa, miniatura tratta dal Decretum Gratiani

L’Osservatore Romano del 16 luglio ha pubblicato una corposa recensione, firmata da Felice Accrocca, dei primi tomi dell’Opera omnia di san Pier Damiani (1007-1072) curati da Guido Innocenzo Gargano e Nicolangelo D’Acunto per l’Editrice Città Nuova (Lettere [1-21], 1/1, Roma 2000; Lettere [22-40], 1/2, Roma 2001; Lettere [41-67], 1/3, Roma 2002). Titolo della recensione: Dall’eremo di Fonte Avellana un invito a Gregorio VI: “Si reprima l’avidità di quanti aspirano alle infule episcopali”.




BREVI DAL MONDO


Papa/1
Annunciato il tema della Giornata della pace 2004
"Il diritto internazionale, una via per la pace". È questo il tema scelto per la XXXVII Giornata mondiale della pace, che si celebrerà il 1� gennaio 2004. La notizia è stata data il 17 luglio dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Papa/2
Ufficializzato il viaggio in Slovacchia. Senza data quello in Mongolia
Il 14 luglio la Sala Stampa della Santa Sede ha ufficializzato il viaggio che porterà Giovanni Paolo II in Slovacchia dall’11 al 14 settembre. Il Papa visiterà le città di Trnava, Banská Bystrica, Roznava e Bratislava.
L’8 luglio la Sala Stampa ha specificato che, pur essendo pervenuto un invito, "molto apprezzato", per una visita papale in Mongolia da parte del governo e della Chiesa cattolica locale, "non è stata ancora presa una decisione circa la data di tale viaggio".

Papa/3
Udienza per il conferimento del Premio internazionale "Paolo VI"
Il 5 luglio il Papa ha ricevuto in udienza i partecipanti al conferimento del Premio internazionale "Paolo VI" al filosofo riformato francese Paul Ricoeur. Nell’occasione il Papa ha pronunciato un discorso in cui, dopo aver salutato le personalità (tra cui i cardinali Giovanni Battista Re e Paul Poupard) e i "responsabili dell’Istituto Paolo VI, a cominciare dal suo presidente, il dottor Giuseppe Camadini", ha rinnovato il suo "apprezzamento per le iniziative promosse da questa benemerita istituzione, che contribuisce a mantenere viva nella Chiesa e nel cuore degli uomini di buona volontà la gratitudine verso questo grande Papa".
"Permane" ha aggiunto il Papa "più che mai viva e radicata nell’animo della gente la commossa memoria di lui. Paolo VI ha avvertito profondamente le inquietudini e le speranze del suo tempo, e si è sforzato di comprendere le esperienze dei suoi contemporanei, illuminandole con la luce del messaggio cristiano. Ha additato loro la sorgente della verità in Cristo, l’unico Redentore, fonte della vera gioia e dell’autentica pace".

Guerra e pace /1
Bush, Baker e i miracoli
Bush chiede aiuto a Baker, il vecchio amico del padre. Con questo titolo il Corriere della Sera del 27 luglio, riprendendo quanto apparso sul Washington Post, riportava la notizia che il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, avrebbe chiesto a James Baker, ex segretario di Stato Usa, di accettare la carica di tesoriere in Iraq. Così l’inizio dell’articolo: "George Bush spera che James Baker ripeta il miracolo del 2000: che come lo salvò dalla sconfitta delle elezioni ricorrendo alla Corte Suprema degli Stati Uniti, così lo salvi dal disastro in Iraq". Interessante anche la conclusione dell’articolo, in cui si legge: "I critici sostengono che ciò di cui Bush ha bisogno non è un cambiamento di uomini, ma di politica. Lo invitano ad accettare una risoluzione dell’Onu che consenta anche alla Francia e ai Paesi del Terzo mondo come l’India di partecipare alla ricostruzione [dell’Iraq ndr]. Se Baker riuscirà a persuaderlo, sarebbe un miracolo anche quello".


Guerra e pace/2
Il governo del Sudan scrive al Papa
"Con una lettera al Papa e al presidente del Consiglio Berlusconi, il governo sudanese manifesta la volontà di porre fine al sanguinoso conflitto che da vent’anni il nord musulmano conduce contro il sud cristiano e animista". La notizia è stata data da Avvenire l’8 luglio.


Usa ed Europa
Distinguere Cesare da Dio
Sulla Stampa del 21 luglio Enzo Bianchi, priore di Bose, in un lungo articolo dal titolo Iraq, dopo la guerra l’Apocalisse, analizzava l’intreccio tra religione e politica negli Stati Uniti: "Ciò che in Europa suona come fondamentalismo e integralismo, negli Usa appare semplicemente come unità culturale. È il risultato di un protestantesimo evangelicale che ama l’ostentazione dei riti religiosi unificanti la nazione, che permette la coesistenza tra integralismo religioso — in materia familiare, sessuale, educativa e penale — e un liberalismo sfrenato in ambito economico e sociale. Questo scontro di culture è in atto e noi speriamo che la vecchia e saggia Europa continui a essere capace di vivere la distinzione tra fede e politica. E speriamo soprattutto che i cristiani contestino in nome del Vangelo l’emergere di una religione civile che non sa più distinguere Cesare da Dio".


Lutti/1
La scomparsa del patriarca Bidawid
Il 7 luglio è scomparso a Beirut, dopo una lunga malattia, il leader dei cattolici caldei iracheni Raphael I Bidawid, 81 anni, dal 1989 patriarca di Babilonia del Caldei.


Lutti/2
La scomparsa di monsignor Majo
Il 7 luglio è venuto meno monsignor Angelo Majo, dal 1974 fino allo scorso anno arciprete del Duomo di Milano, che avrebbe compiuto 77 anni il 2 agosto. La figura di monsignor Majo è stata ricordata con due articoli di Avvenire (l’8 luglio: Milano piange Majo, una vita per il Duomo; il 9 luglio: Angelo Majo, una vita spesa per l’editoria e la cultura).


Segno dei tempi/1
La divina sorpresa
Il 6 luglio Barbara Spinelli firmava un editoriale della Stampa a commento della battuta, e delle conseguenti polemiche, rivolta al deputato socialdemocratico Martin Schulz da parte del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi al Parlamento europeo. Scriveva la Spinelli: "L’Italia doveva rappresentare per sei mesi l’Europa intera: ora si teme che sarà invece isolata, screditata, disprezzata. Non siamo soli invece, e per questo l’accadimento di Strasburgo non è una tragedia ma s’apparenta piuttosto a una divina sorpresa: a una cosa nuova cui non siamo preparati. Non ci sono in giro corpi feriti, non ci sono massacri d’amor proprio o d’onore patrio, come lasciano supporre tante reazioni di lettori di giornali. Siamo semplicemente sotto lo sguardo dell’Europa".


Segno dei tempi/2
La morte di padre Cremona, il Vaticano e la televisione
Il 18 luglio, sulla Stampa, Filippo Ceccarelli ricordava padre Carlo Cremona, morto improvvisamente il 13 luglio, con queste parole: "È importante, non solo per un credente, avere occhi e cuore in grado di riconoscere quel che si definisce "un segno dei tempi". Chissà se la morte di padre Carlo Cremona, l’altro giorno, avvenuta quasi in diretta sul set di "Uno Mattina", tra la Ruta, Goria, lo scrittore Bevilacqua e la campionessa di pallavolo, ecco, chissà se questa morte così istantanea e immateriale, così televisiva, può rientrare nel novero appunto dei segni dei tempi". Dopo aver ricordato la vita di padre Cremona, di cui "quasi la metà dedicati alla Rai", l’articolo si soffermava sui rapporti tra la Rai e il Vaticano, concludendo: "E insomma, come si vede s’è fatto insieme squilibrato e aggrovigliato, il rapporto tra la Chiesa e la Rai. Ma il punto di novità, forse, è che per la prima volta si intuisce che non può durare per sempre. E che al di là di ogni retorica la morte di padre Cremona chiude davvero un’epoca".


Curia/1
I conti della Carità del Papa
Il 17 luglio la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum", presieduto dall’arcivescovo tedesco Paul Josef Cordes, in cui viene illustrata l’attività del dicastero che gestisce la cosiddetta Carità del Papa, nel 2002. Complessivamente il Pontificio Consiglio ha distribuito 5.718.606 dollari e 2.450.225 euro: circa due milioni di dollari a 49 Paesi per calamità naturali o provocate dall’uomo; quasi due milioni di dollari a 48 Paesi per sanità, educazione, formazione e assistenza a fasce povere; quasi due milioni e mezzo di euro — tramite la fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel — per 233 progetti di sviluppo nel Terzo mondo (soprattutto in Africa) e quasi due milioni di dollari — tramite la fondazione Populorum Progressio — per altri 223 progetti nei Paesi poveri (soprattutto in America Latina).


Curia/2
Conti in rosso per la Santa Sede
Il 10 luglio il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, ha presentato — per la prima volta in euro — i conti del bilancio per il 2002. Per il secondo anno consecutivo si è registrato un bilancio in rosso, con un disavanzo di 13.506.722 euro (entrate per 216.575.034, uscite di 230.081.756), dovuto soprattutto alle perdite in campo finanziario e ai costi delle iniziative mediatiche (L’Osservatore Romano e la Radio Vaticana). Disavanzo anche, di 16.048.508 euro, per il bilancio dello Stato della Città del Vaticano, che fino allo scorso anno era invece in attivo ("colpa" di minori entrate e di un sostanzioso contributo per coprire in parte i "buchi" di Radio Vaticana). Per quanto riguarda l’Obolo di San Pietro, nel 2002 sono stati raccolti 52.836.693,50 dollari, l’1,8% in più rispetto all’anno precedente.
Una curiosità: il bilancio della Santa Sede risulta essere nettamente inferiore a quello di una pur importante diocesi statunitense. Il 26 giugno infatti l’arcidiocesi di Philadelphia ha pubblicato il suo bilancio per l’anno fiscale 2002-2003. Ebbene, quella che è, con un milione e mezzo di fedeli, la sesta diocesi Usa, risulta avere un "giro di affari" di 334.449.037 di dollari.


Anglicani
Rinuncia il neovescovo gay
Il 6 luglio è stato reso noto che Jeffrey John, il canonico che il 20 maggio era stato designato vescovo anglicano di Reading, ha rifiutato l’incarico. La designazione episcopale di John, dichiaratamente omosessuale con un partner da 27 anni, aveva suscitato numerose proteste all’interno della Comunione anglicana, e alcuni prelati africani avevano minacciato uno scisma.


Nomine/1
Benotto vescovo di Tivoli, Maniago ausiliare a Firenze
Il 5 luglio Giovanni Paolo Benotto, 54 anni, originario della provincia di Pisa, è stato nominato vescovo di Tivoli. Benotto, sacerdote dal 1973, fino al 1980 segretario personale dell’arcivescovo di Pisa Benvenuto Matteucci, dal 1993 è vicario generale dell’arcidiocesi toscana attualmente retta da Alessandro Plotti.
Il 18 luglio Claudio Maniago, 44 anni, nato a Firenze da una famiglia di origini friulane, è stato nominato ausiliare dell’arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli. Maniago, ordinato sacerdote nell’84 dopo essere stato alunno dell’Almo Collegio Capranica, insegna liturgia alla Facoltà Teologica dell’Italia centrale; da dodici anni era provicario generale e da due anni vicario generale dell’arcidiocesi.


Nomine/2
L’italoamericano Rigali arcivescovo di Philadelphia
Il 15 luglio Justin Francis Rigali, dal ’94 arcivescovo di Saint Louis, è stato nominato arcivescovo di Philadelphia al posto del cardinale Anthony Joseph Bevilacqua, che ha compiuto 80 anni a giugno. Rigali, 68 anni, nativo di Los Angeles, è sacerdote dal ’61. Dal 1966 al 1970 ha lavorato nella nunziatura del Madagascar e dal 1970 al 1985 ha svolto la sua opera nella Segreteria di Stato come responsabile della sezione in lingua inglese della prima sezione. Nell’85 è stato elevato alla dignità arciepiscopale e nominato presidente della Pontificia Accademia ecclesiastica. Nel 1989 è stato nominato segretario della Congregazione per i vescovi, incarico che ha mantenuto fino al 1994 quando è stato chiamato a guidare la sede metropolitana di Saint Louis nel Missouri.
Una curiosità: Rigali è di origini italoamericane, come Bevilacqua, che attualmente è l’unico porporato Usa con antenati italiani. "Mio nonno paterno, Luigi Rigali", spiega infatti Rigali a 30Giorni, "dodicesimo figlio di Santino Rigali e Carola Luchini, nacque il 4 ottobre 1851 a Fornaci di Barga in provincia di Lucca (arcidiocesi di Pisa). Fu battezzato l’indomani nella pieve di Loppia. Emigrò per la prima volta negli Stati Uniti nel 1869. Dopo tornò in Italia temporaneamente. Si sposò in seguito negli Stati Uniti con Charlotte Sweney, di origini irlandesi. Mia madre era di origini irlandesi".


Nomine/3
Sacerdote di Padova vescovo a Pesqueira
Il 23 luglio è stato nominato vescovo di Pesqueira in Brasile l’italiano Francesco Biasin, 60 anni, originario della provincia di Padova. Ordinato sacerdote nel 1968, Biasin nel 1972 ha frequentato un corso di spiritualità sacerdotale presso la Scuola sacerdotale dei Focolari, a Frascati (Roma). In seguito è stato inviato in Brasile come sacerdote fidei donum. Da poco era rientrato in Italia, dove da quattro mesi ricopriva l’incarico di responsabile dell’Ufficio missionario diocesano della diocesi di Padova.


Diplomazia/1
Nuovi nunzi in Mozambico, Marocco, Camerun, Honduras
Il 3 luglio l’arcivescovo indiano George Panikulam è stato nominato nunzio apostolico in Mozambico. Panikulam, 61 anni, sacerdote dal 1967, è entrato nella diplomazia pontificia nel ’79, ha svolto la sua missione in Canada, Venezuela, Germania, Brasile, Onu-New York, finché nel dicembre 1999 è stato elevato alla dignità arciepiscopale e nominato nunzio apostolico in Honduras.
Il 17 luglio l’arcivescovo calabrese Antonio Sozzo, 61 anni, è stato nominato nunzio in Marocco, prendendo il posto dell’arcivescovo Domenico De Luca di cui è stata accolta la rinuncia per raggiunti limiti di età (75 anni compiuti a gennaio). Ordinato sacerdote nel 1971 per la diocesi di Verona, Sozzo è entrato nella diplomazia pontificia nel 1976 e ha prestato il proprio servizio a Panama, in Uruguay, Nigeria, Cile, Germania, Marocco, Belgio e Spagna. Nel 1995 è stato promosso arcivescovo e nunzio in Algeria e Tunisia; dal 1998 è stato nunzio in Costa Rica.
Sempre il 17 il neoarcivescovo Eliseo Antonio Ariotti è stato nominato nunzio in Camerun. Ariotti, 55 anni, originario della provincia di Cremona, ordinato sacerdote nel 1975 nel famoso santuario mariano di Caravaggio, nel 1984 è entrato nella diplomazia vaticana. Ha prestato il suo servizio in Uganda, Siria, Malta, Stati Uniti, nella seconda sezione della Segreteria di Stato, in Spagna, e negli ultimi tre anni in Francia.
Il 18 luglio il neoarcivescovo Antonio Arcari, 50 anni, originario della provincia di Brescia, è stato nominato nunzio apostolico in Honduras. Sacerdote dal ’77, Arcari è entrato nella diplomazia pontificia nell’82 e ha prestato la propria opera nelle nunziature della Repubblica Centrafricana, degli Stati Uniti, della Bolivia, dell’Irlanda, della Croazia, dell’Albania e, da ultimo, del Perù.


Diplomazia/2
Nuovi ambasciatori di Corea (con discorsoin latino) e Cipro
Il 4 luglio ha presentato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore della Corea del Sud, Bosco Seong Youm, 61 anni, accademico, dal 1996 direttore dell’Istituto coreano di studi greco-romani. Non è un caso quindi che il diplomatico abbia preparato le lettere credenziali in lingua latina, da lui approfondita con un dottorato in Letteratura classica conseguito nel 1986 alla Pontificia Università Salesiana. Youm è autore di vari manuali per lo studio del latino e ha cominciato a curare, con la casa editrice dei benedettini coreani, la traduzione, con testo latino a fronte e commento, di alcune opere di sant’Agostino. Sono già usciti il De libero arbitrio, il De vera religione e il De doctrina christiana, mentre per fine anno è prevista la pubblicazione del De civitate Dei.
Il 5 luglio è stata la volta del nuovo ambasciatore di Cipro, Georgios F. Poulides, 57 anni, diplomatico di carriera, già console a Genova e ambasciatore presso la Fao. Poulides è il primo rappresentante di Nicosia in Vaticano a risiedere nell’Urbe.


Università/1
Don Toso rettore dell’Ups
Il 7 luglio è stata annunciata la nomina di don Mario Toso, 53 anni, veneto, docente di filosofia teoretica, a rettore per il prossimo triennio dell’Università Pontificia Salesiana (Ups). Toso, già preside e decano della facoltà di Filosofia (1994-2000), è uno studioso della dottrina sociale della Chiesa ed è consultore del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace.


Università/2
Padova: il futuro della tradizione
Questo il titolo di un articolo dedicato all’Università di Padova apparso sulla Repubblica del 12 luglio. L’articolo è parte di un ampio dossier sulle università italiane di cui tra l’altro si stilano diverse classifiche. Padova risulta il primo dei megatenei italiani.


Kafka
La luce messianica fa apparire tutto più semplice
"Dice una tradizione che il sopraggiungere del Messia comporterebbe solo qualche piccolo cambiamento. Così la luce messianica, quando si spande, lascia tutto al suo posto. Fa solo apparire tutto "più tranquillo e più semplice". Finalmente "non c’era nessun particolare che desse nell’occhio"". Conclusione di un articolo di Roberto Calasso su un passo cancellato del celebre Processo di Kafka (dal Corriere della Sera del 1� luglio).


Libri/1
L’Africa nera fra cristianesimo e islam. L’esperienza di Daniele Comboni di Romanato
In ottobre verrà canonizzato il beato Daniele Comboni, grande figura di missionario in terra d’Africa, grazie anche ad un miracolo ricevuto per sua intercessione da una musulmana osservante sudanese (cfr. 30Giorni, n. 4 aprile 2003, pp. 68-69). E proprio alla figura del sacerdote veronese beatificato nel 1997 è dedicata l’ultima fatica del professor Gianpaolo Romanato, docente di storia della Chiesa moderna e contemporanea nell’Università di Padova. Il volume, L’Africa nera fra cristianesimo e islam. L’esperienza di Daniele Comboni, è pubblicato nella Collana storica diretta da Sergio Romano per le edizioni Corbaccio (450 pp., euro 24,50). L’uscita in libreria è prevista per il 5 settembre.


Libri/2
"La gioventù cattolica in cammino... " di Piva
Sulla Stampa del 12 luglio, nell’inserto Tuttolibri, appariva una recensione del volume "La gioventù cattolica in cammino...". Memoria e storia del gruppo dirigente (1946-1954), in cui Francesco Piva, professore di storia contemporanea all’Università di Tor Vergata, ricostruisce le vicende interne alle organizzazioni giovanili cattoliche negli anni 1946-1954, tra le quali le dimissioni in blocco di 22 dirigenti della Giac (Gioventù italiana di Azione cattolica), in polemica, tra l’altro, con la rigidezza con cui Luigi Gedda guidava l’Azione cattolica. Nel libro viene riportato un episodio di cui fu protagonista l’allora monsignor Montini, il quale "riservatamente farà avere ai ribelli un assegno perché decidano delle loro vite "con calma e ponderazione"".



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