Lettere al direttore
LETTERE DAI MONASTERI
benedettine del monastero di san benedetto
Zhytomir, Ucraina
Rispondiamo semplicemente alla grazia della chiamata del Signore
Zhytomir, 21 marzo 2007
Egregio Giulio Andreotti,
la comunità delle suore benedettine di Zhytomir, in Ucraina, la ringrazia sentitamente.
Qualche notizia sulla nostra comunità. La nostra vita si svolge davvero nella clausura del monastero, ma non è un paradosso. Per grazia di Dio, rispondiamo semplicemente alla grazia della chiamata del Signore per mezzo di questa vita e siamo in essa molto felici. Si crea qualcosa di personale e misterioso tra l’anima della persona e Dio, quindi è molto difficile dare una risposta corretta a questa domanda. Questa grazia ci è molto preziosa, un tesoro che ci dispiacerebbe perdere o scambiare con qualcosa di materiale. Il dialogo con Gesù e la ricerca di Lui in ogni cosa, con la preghiera, giorno e notte, è l’attività principale nel monastero. Come dice san Benedetto, noi siamo alla scuola del Signore. Per questo ha istituito l’Ordine, perché noi possiamo amare il Signore tutta la vita e cercarLo in tutte le nostre attività quotidiane.
Speriamo che san Benedetto, nostro fondatore, e santa Scolastica continuino a essere le nostre stelle guida grazie alle quali potremo raggiungere il Sole Eterno, Gesù Cristo.
Nell’amore e nella preghiera,
suor Benedykta Dvorecka osb
Clarisse del monastero di maria Regina e madre
Lilongwe, Malawi
Esprimiamo la nostra sentita gratitudine
Lilongwe, 27 marzo 2007
Egregio signor Andreotti,
siano lodati Gesù e Maria!
Siamo qui a esprimerle la nostra sentita gratitudine per la paterna attenzione e premura da lei avuta nell’inviarci il prezioso dono della rivista 30Days.
È molto istruttiva, poiché ci tiene in contatto con quanto accade nel mondo intero e nella madre Chiesa affinché poi lo possiamo presentare al Signore nella preghiera.
Siamo anche molto riconoscenti per il libretto Who prays is saved. Il Signore la ricompensi copiosamente. Stia certo della nostra preghiera quotidiana per tutte le sue intenzioni.
Le sue sorelle del monastero di Lilongwe
Trappiste del Monastero della Madre di Cristo
Hinojo, Argentina
Chi prega si salva per i nostri cari detenuti
Hinojo, 29 marzo 2007
Stimato signor senatore Giulio Andreotti,
ci sono pervenute le sue quattro scatole di libretti Quien reza se salva.
È stata una vera sorpresa per noi, perché ne aspettavamo solo pochi per i nostri cari detenuti che vivono accanto al nostro monastero. La ringraziamo moltissimo perché così potremo regalarli anche ai parrocchiani e a una clinica per malati terminali. Il Padre di ogni misericordia la ricompensi per la sua generosità e aumenti in lei e nei suoi collaboratori la gioia della carità. Le auguriamo una buona Pasqua e tutta la gioia nel Signore risorto!
Suor Franca
Monache Giustiniane del Monastero dell’immacolata
Onil, Spagna
Il nostro fondatore, un grande santo del Rinascimento
Onil, 9 aprile 2007
Ave Maria Purissima.
Signor direttore, senatore Giulio Andreotti,
stimatissimo signore in Gesù Cristo, ci è gradito scriverle queste righe ringraziandola per il cortese invio della rivista 30Días en la Iglesia y en el mundo. È molto bella e attraente, la leggiamo e ci piace molto, la apprezza anche il nostro cappellano e parroco del paese.
Il nostro ordine viene dall’Italia, fondato da san Lorenzo Giustiniani nel 1404, e giunse in Spagna nel 1490. Il nostro fondatore apparteneva ai canonici regolari di san Giorgio in Alga (Venezia) e non è molto noto in quest’epoca in cui viviamo, ma ai suoi tempi fu una colonna molto grande della Chiesa, un grande santo del Rinascimento.
Il nostro carisma è la preghiera costante per tutti i ministeri apostolici della Chiesa – ora et labora – l’orazione e il lavoro per la salvezza del mondo.
Le siamo profondamente grate per la sua amabilità nei nostri confronti, e aspettiamo con piacere i prossimi numeri della sua pubblicazione.
Dio benedica il suo splendido lavoro e tutti coloro che collaborano alla realizzazione della sua rivista così bella e piena di cultura, utile per la riflessione.
Dio la ricompensi per il libretto Quien reza se salva.
In unione di preghiere,
badessa e comunità
Carmelitane del monastero di Ostuni
Ostuni (Br), Italia
Aiutateci a ristrutturare il nostro monastero
Ostuni, 27 aprile 2007
Illustrissimo senatore Giulio Andreotti,
la comunità delle monache carmelitane di Ostuni si rivolge a lei e ai suoi collaboratori per farle presente una difficoltà alla quale non possiamo far fronte da sole: l’intera facciata esterna del nostro monastero necessita di una totale ristrutturazione perché è piena di crepe causate dalla tanta umidità che si trova sotto le fondamenta di tutto l’edificio.
Il nostro ingegnere ci ha fatto presente che bisogna intervenire al più presto per evitare ulteriori danni e ci ha comunicato l’aumento del costo per il lavoro da effettuare. Dato che con le nostre sole risorse ci è impossibile affrontare questi lavori di manutenzione, abbiamo pensato, vista anche l’urgenza della situazione, di intervenire immediatamente, facendo sistemare solo la parte che sta danneggiando la zona del coro che si prolunga fino alla stanza delle ostie. Noi abbiamo pensato di mandarle questa piccola lettera, perché possiate prendere in considerazione questa nostra richiesta d’aiuto pubblicandola sulla vostra rivista, nella speranza che chi venga a conoscenza di quanto descritto possa contribuire liberamente per aiutarci a far fronte ai lavori di intervento di rifacimento e di manutenzione di tutta la facciata esterna.
Tutta la comunità, come segno di gratitudine per quanto riuscirà a fare per noi, assicura la preghiera per lei, per i suoi collaboratori e per i suoi benefattori che con la loro bontà e generosità si sforzano di aiutare le comunità monastiche. Siate certi che il Signore benedirà ogni vostro sforzo, donandovi quelle grazie che più avete a cuore, e benedirà il vostro operato affinché l’arricchisca di nuovi membri.
In attesa di una vostra risposta, restiamo in unione di preghiera e ringraziamo il Signore che ci colma del suo amore e della sua grazia. Distinti ossequi.
Le monache carmelitane di Ostuni
Domenicane di bambui
Bambui, Camerun
Chi prega si salva, un libro piccolo, pieno di preghiere e insegnamenti
Bambui, 4 maggio 2007
Egregio direttore,
le giungano i nostri saluti e auguri pasquali. Il Signore risorto non cessi mai di essere per lei luce e forza così come lei illumina noi su tutto quanto accade nella Chiesa e nel mondo. Sia lodato sempre il Signore.
La ringraziamo in modo particolare per l’ultimo numero di 30Days da noi ricevuto con allegata una copia di Who prays is saved, un libro piccolo, pieno di preghiere e insegnamenti. È per noi molto prezioso e lo facciamo girare di mano in mano.
Ancora una volta grazie per essersi ricordato di noi; cercheremo di fare altrettanto per lei e per il suo lavoro.
Dio la benedica. Sue nel Signore risorto,
le suore domenicane di Bambui
Clarisse del monastero dell’assunzione
Calbayog City, Filippine
La nostra gratitudine sarà sempre espressa nella preghiera
Calbayog City,11 maggio 2007
Egregio direttore Giulio Andreotti,
copiose benedizioni pasquali colmino il suo cuore della gioia dell’inesauribile amore di Dio.
Il Signore certamente si compiace nel benedire con i suoi doni migliori persone speciali come lei. Possa Egli continuare a benedirla e ricompensarla per il suo incessante impegno nel metterci a parte di quanto succede nella Chiesa e nel mondo attraverso la rivista 30Days.
La sua gentilezza e generosità sarà sempre ricordata e la nostra gratitudine sarà in ogni momento espressa nella preghiera. Riconoscenti nel Nostro Signore risorto,
le clarisse
PS: Grazie, inoltre, per il libretto Who prays is saved. Non potendo permetterci di ordinarvelo, chiederemo a un nostro benefattore di fotocopiarlo per farlo così leggere anche a chi verrà nel nostro monastero.
Dio sia lodato per quanto lei sta facendo.
Zhytomir, Ucraina
Rispondiamo semplicemente alla grazia della chiamata del Signore
Zhytomir, 21 marzo 2007
Egregio Giulio Andreotti,
la comunità delle suore benedettine di Zhytomir, in Ucraina, la ringrazia sentitamente.
Qualche notizia sulla nostra comunità. La nostra vita si svolge davvero nella clausura del monastero, ma non è un paradosso. Per grazia di Dio, rispondiamo semplicemente alla grazia della chiamata del Signore per mezzo di questa vita e siamo in essa molto felici. Si crea qualcosa di personale e misterioso tra l’anima della persona e Dio, quindi è molto difficile dare una risposta corretta a questa domanda. Questa grazia ci è molto preziosa, un tesoro che ci dispiacerebbe perdere o scambiare con qualcosa di materiale. Il dialogo con Gesù e la ricerca di Lui in ogni cosa, con la preghiera, giorno e notte, è l’attività principale nel monastero. Come dice san Benedetto, noi siamo alla scuola del Signore. Per questo ha istituito l’Ordine, perché noi possiamo amare il Signore tutta la vita e cercarLo in tutte le nostre attività quotidiane.
Speriamo che san Benedetto, nostro fondatore, e santa Scolastica continuino a essere le nostre stelle guida grazie alle quali potremo raggiungere il Sole Eterno, Gesù Cristo.
Nell’amore e nella preghiera,
suor Benedykta Dvorecka osb
Clarisse del monastero di maria Regina e madre
Lilongwe, Malawi
Esprimiamo la nostra sentita gratitudine
Lilongwe, 27 marzo 2007
Egregio signor Andreotti,
siano lodati Gesù e Maria!
Siamo qui a esprimerle la nostra sentita gratitudine per la paterna attenzione e premura da lei avuta nell’inviarci il prezioso dono della rivista 30Days.
È molto istruttiva, poiché ci tiene in contatto con quanto accade nel mondo intero e nella madre Chiesa affinché poi lo possiamo presentare al Signore nella preghiera.
Siamo anche molto riconoscenti per il libretto Who prays is saved. Il Signore la ricompensi copiosamente. Stia certo della nostra preghiera quotidiana per tutte le sue intenzioni.
Le sue sorelle del monastero di Lilongwe
Trappiste del Monastero della Madre di Cristo
Hinojo, Argentina
Chi prega si salva per i nostri cari detenuti
Hinojo, 29 marzo 2007
Stimato signor senatore Giulio Andreotti,
ci sono pervenute le sue quattro scatole di libretti Quien reza se salva.
È stata una vera sorpresa per noi, perché ne aspettavamo solo pochi per i nostri cari detenuti che vivono accanto al nostro monastero. La ringraziamo moltissimo perché così potremo regalarli anche ai parrocchiani e a una clinica per malati terminali. Il Padre di ogni misericordia la ricompensi per la sua generosità e aumenti in lei e nei suoi collaboratori la gioia della carità. Le auguriamo una buona Pasqua e tutta la gioia nel Signore risorto!
Suor Franca
Monache Giustiniane del Monastero dell’immacolata
Onil, Spagna
Il nostro fondatore, un grande santo del Rinascimento
Onil, 9 aprile 2007
Ave Maria Purissima.
Signor direttore, senatore Giulio Andreotti,
stimatissimo signore in Gesù Cristo, ci è gradito scriverle queste righe ringraziandola per il cortese invio della rivista 30Días en la Iglesia y en el mundo. È molto bella e attraente, la leggiamo e ci piace molto, la apprezza anche il nostro cappellano e parroco del paese.
Il nostro ordine viene dall’Italia, fondato da san Lorenzo Giustiniani nel 1404, e giunse in Spagna nel 1490. Il nostro fondatore apparteneva ai canonici regolari di san Giorgio in Alga (Venezia) e non è molto noto in quest’epoca in cui viviamo, ma ai suoi tempi fu una colonna molto grande della Chiesa, un grande santo del Rinascimento.
Il nostro carisma è la preghiera costante per tutti i ministeri apostolici della Chiesa – ora et labora – l’orazione e il lavoro per la salvezza del mondo.
Le siamo profondamente grate per la sua amabilità nei nostri confronti, e aspettiamo con piacere i prossimi numeri della sua pubblicazione.
Dio benedica il suo splendido lavoro e tutti coloro che collaborano alla realizzazione della sua rivista così bella e piena di cultura, utile per la riflessione.
Dio la ricompensi per il libretto Quien reza se salva.
In unione di preghiere,
badessa e comunità
Carmelitane del monastero di Ostuni
Ostuni (Br), Italia
Aiutateci a ristrutturare il nostro monastero
Ostuni, 27 aprile 2007
Illustrissimo senatore Giulio Andreotti,
la comunità delle monache carmelitane di Ostuni si rivolge a lei e ai suoi collaboratori per farle presente una difficoltà alla quale non possiamo far fronte da sole: l’intera facciata esterna del nostro monastero necessita di una totale ristrutturazione perché è piena di crepe causate dalla tanta umidità che si trova sotto le fondamenta di tutto l’edificio.
Il nostro ingegnere ci ha fatto presente che bisogna intervenire al più presto per evitare ulteriori danni e ci ha comunicato l’aumento del costo per il lavoro da effettuare. Dato che con le nostre sole risorse ci è impossibile affrontare questi lavori di manutenzione, abbiamo pensato, vista anche l’urgenza della situazione, di intervenire immediatamente, facendo sistemare solo la parte che sta danneggiando la zona del coro che si prolunga fino alla stanza delle ostie. Noi abbiamo pensato di mandarle questa piccola lettera, perché possiate prendere in considerazione questa nostra richiesta d’aiuto pubblicandola sulla vostra rivista, nella speranza che chi venga a conoscenza di quanto descritto possa contribuire liberamente per aiutarci a far fronte ai lavori di intervento di rifacimento e di manutenzione di tutta la facciata esterna.
Tutta la comunità, come segno di gratitudine per quanto riuscirà a fare per noi, assicura la preghiera per lei, per i suoi collaboratori e per i suoi benefattori che con la loro bontà e generosità si sforzano di aiutare le comunità monastiche. Siate certi che il Signore benedirà ogni vostro sforzo, donandovi quelle grazie che più avete a cuore, e benedirà il vostro operato affinché l’arricchisca di nuovi membri.
In attesa di una vostra risposta, restiamo in unione di preghiera e ringraziamo il Signore che ci colma del suo amore e della sua grazia. Distinti ossequi.
Le monache carmelitane di Ostuni
Domenicane di bambui
Bambui, Camerun
Chi prega si salva, un libro piccolo, pieno di preghiere e insegnamenti
Bambui, 4 maggio 2007
Egregio direttore,
le giungano i nostri saluti e auguri pasquali. Il Signore risorto non cessi mai di essere per lei luce e forza così come lei illumina noi su tutto quanto accade nella Chiesa e nel mondo. Sia lodato sempre il Signore.
La ringraziamo in modo particolare per l’ultimo numero di 30Days da noi ricevuto con allegata una copia di Who prays is saved, un libro piccolo, pieno di preghiere e insegnamenti. È per noi molto prezioso e lo facciamo girare di mano in mano.
Ancora una volta grazie per essersi ricordato di noi; cercheremo di fare altrettanto per lei e per il suo lavoro.
Dio la benedica. Sue nel Signore risorto,
le suore domenicane di Bambui
Clarisse del monastero dell’assunzione
Calbayog City, Filippine
La nostra gratitudine sarà sempre espressa nella preghiera
Calbayog City,11 maggio 2007
Egregio direttore Giulio Andreotti,
copiose benedizioni pasquali colmino il suo cuore della gioia dell’inesauribile amore di Dio.
Il Signore certamente si compiace nel benedire con i suoi doni migliori persone speciali come lei. Possa Egli continuare a benedirla e ricompensarla per il suo incessante impegno nel metterci a parte di quanto succede nella Chiesa e nel mondo attraverso la rivista 30Days.
La sua gentilezza e generosità sarà sempre ricordata e la nostra gratitudine sarà in ogni momento espressa nella preghiera. Riconoscenti nel Nostro Signore risorto,
le clarisse
PS: Grazie, inoltre, per il libretto Who prays is saved. Non potendo permetterci di ordinarvelo, chiederemo a un nostro benefattore di fotocopiarlo per farlo così leggere anche a chi verrà nel nostro monastero.
Dio sia lodato per quanto lei sta facendo.
Lettura spirituale/8
A commento del Credo del
popolo di Dio di papa Paolo VI,
pubblichiamo un brano di un documento della Congregazione per la dottrina
della fede del 17 maggio 1979, approvato da Giovanni Paolo II, in cui viene
richiamato «l’insegnamento che la Chiesa propone in nome di
Cristo specialmente circa quel che avviene tra la morte del cristiano e la
risurrezione universale».
«1. La Chiesa crede la risurrezione dei morti.
2. La Chiesa intende tale risurrezione come riferentesi all’uomo tutt’intero; per gli eletti questa non è altro che l’estensione agli uomini della risurrezione stessa di Cristo.
3. La Chiesa afferma la sopravvivenza e la sussistenza, dopo la morte, di un elemento spirituale, il quale è dotato di coscienza e di volontà, in modo tale che l’“io umano” sussista, pur mancando nel frattempo del complemento del suo corpo. Per designare un tale elemento, la Chiesa adopera la parola “anima”, consacrata dall’uso della Sacra Scrittura e della Tradizione. Senza ignorare che questo termine assume nella Bibbia diversi significati, essa ritiene tuttavia che non esista alcuna seria ragione per respingerlo e considera, inoltre, che è assolutamente indispensabile uno strumento verbale per sostenere la fede dei cristiani.
4. [...]
5. La Chiesa, conformemente alla Sacra Scrittura, attende “la manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo” (1Tm 6, 14; Tt 2, 13), che essa considera, peraltro, come distinta e differita rispetto alla situazione che è propria degli uomini subito dopo la morte.
6. La Chiesa, nel suo insegnamento sulla sorte dell’uomo dopo la sua morte, esclude ogni spiegazione che toglierebbe il suo senso all’Assunzione di Maria in ciò che essa ha di unico, ossia il fatto che la glorificazione corporea della Vergine è l’anticipazione della glorificazione riservata a tutti gli altri eletti.
7. La Chiesa, in fedele adesione al Nuovo Testamento e alla Tradizione, crede alla felicità dei giusti che saranno con Cristo.
Essa crede che una pena attende per sempre il peccatore, il quale sarà privato della visione di Dio, come crede alla ripercussione di tale pena in tutto il suo essere. Essa crede, infine, per quanto concerne gli eletti, a una loro eventuale purificazione che è preliminare alla visione di Dio ed è, tuttavia, del tutto diversa dalla pena dei dannati. È quanto la Chiesa intende quando parla di Inferno e di Purgatorio».
dal Credo del popolo di Dio di papa Paolo VI
Noi crediamo nella vita eterna
Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano ancora esser purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come egli fece per il buon ladrone, costituiscono il Popolo di Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della risurrezione, quando queste anime saranno riunite ai propri corpi.
Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù e a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è (cfr. 1Gv 3, 2; Denzinger 1000) e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi e aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine (cfr. Lumen gentium, n. 49).
Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del cielo, i quali tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere, secondo la parola di Gesù: Chiedete e riceverete (cfr. Lc 10, 9-10; Gv 16, 24). E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Sia benedetto Dio santo, santo, santo.
Amen.
«1. La Chiesa crede la risurrezione dei morti.
2. La Chiesa intende tale risurrezione come riferentesi all’uomo tutt’intero; per gli eletti questa non è altro che l’estensione agli uomini della risurrezione stessa di Cristo.
3. La Chiesa afferma la sopravvivenza e la sussistenza, dopo la morte, di un elemento spirituale, il quale è dotato di coscienza e di volontà, in modo tale che l’“io umano” sussista, pur mancando nel frattempo del complemento del suo corpo. Per designare un tale elemento, la Chiesa adopera la parola “anima”, consacrata dall’uso della Sacra Scrittura e della Tradizione. Senza ignorare che questo termine assume nella Bibbia diversi significati, essa ritiene tuttavia che non esista alcuna seria ragione per respingerlo e considera, inoltre, che è assolutamente indispensabile uno strumento verbale per sostenere la fede dei cristiani.
4. [...]
5. La Chiesa, conformemente alla Sacra Scrittura, attende “la manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo” (1Tm 6, 14; Tt 2, 13), che essa considera, peraltro, come distinta e differita rispetto alla situazione che è propria degli uomini subito dopo la morte.
6. La Chiesa, nel suo insegnamento sulla sorte dell’uomo dopo la sua morte, esclude ogni spiegazione che toglierebbe il suo senso all’Assunzione di Maria in ciò che essa ha di unico, ossia il fatto che la glorificazione corporea della Vergine è l’anticipazione della glorificazione riservata a tutti gli altri eletti.
7. La Chiesa, in fedele adesione al Nuovo Testamento e alla Tradizione, crede alla felicità dei giusti che saranno con Cristo.
Essa crede che una pena attende per sempre il peccatore, il quale sarà privato della visione di Dio, come crede alla ripercussione di tale pena in tutto il suo essere. Essa crede, infine, per quanto concerne gli eletti, a una loro eventuale purificazione che è preliminare alla visione di Dio ed è, tuttavia, del tutto diversa dalla pena dei dannati. È quanto la Chiesa intende quando parla di Inferno e di Purgatorio».
dal Credo del popolo di Dio di papa Paolo VI
Noi crediamo nella vita eterna
Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano ancora esser purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come egli fece per il buon ladrone, costituiscono il Popolo di Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della risurrezione, quando queste anime saranno riunite ai propri corpi.
Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù e a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è (cfr. 1Gv 3, 2; Denzinger 1000) e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi e aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine (cfr. Lumen gentium, n. 49).
Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del cielo, i quali tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere, secondo la parola di Gesù: Chiedete e riceverete (cfr. Lc 10, 9-10; Gv 16, 24). E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Sia benedetto Dio santo, santo, santo.
Amen.
POSTA DEL DIRETTORE
PONTIFICIO ISTITUTO ECCLESIASTICO UNGHERESE
Roma, Italia
Il ricordo del cardinale Mindszenty, eroico arcivescovo ungherese
Roma, 15 maggio 2007
Onorevole direttore,
con piena fiducia e con tanta stima mi rivolgo a lei. Sono il rettore del Pontificio Istituto Ungherese. Domenica 6 maggio in occasione del trentaduesimo anniversario della morte del servo di Dio cardinale József Mindszenty abbiamo ricordato il grande eroe porporato ungherese nella chiesa di Santo Stefano Rotondo sul Celio, che era la sua chiesa titolare. L’Osservatore Romano l’11 maggio 2007 ha pubblicato l’omelia del cardinale Walter Kasper pronunciata durante la celebrazione della santa messa. Ho letto anche per questo con tanto piacere sulle pagine dell’ultimo numero di 30Giorni il vostro articolo dedicato alla figura del nostro cardinale arcivescovo di Esztergom. Vorrei ringraziare la vostra testimonianza, che ritengo sia molto utile, anche perché è in corso il processo di beatificazione.
Esprimendo il mio apprezzamento per il vostro prestigioso articolo, vorrei accennare ad alcuni passaggi particolari.
Alla pagina 85 si legge: «E il nome dell’arcivescovo di Esztergom-Budapest József Mindszenty (rifugiatosi presso l’ambasciata americana perché condannato in contumacia a morte, con... benevola commutazione all’ergastolo) era stato al centro della nostra propaganda».
Dal contesto si presume che si parli degli anni 1948-49. È vero che Mindszenty è stato condannato a morte e poi all’ergastolo, ma lui era presente durante il processo in tribunale. La condanna non è stata emessa in contumacia. È vero che si è rifugiato presso l’ambasciata americana di Budapest, ma questo è successo il 4 novembre 1956, e non durante il processo del 1948-49.
Più avanti si legge: «Solo dopo “fraterne insistenze” di Pio XII, piegò il capo ritenendo di dover “ubbidire con umiltà, rinunciando al desiderio di finire la vita su suolo ungherese”». Presumo che qui si tratti di un errore di stampa, perché fu Paolo VI nel 1971 a chiamarlo a Roma, e non Pio XII.
Ho osato comunicarvi queste piccole precisazioni sperando che potranno esservi utili per ulteriori vostre pubblicazioni.
Colgo l’occasione per esprimerle i miei sentimenti deferenti,
monsignor László Nemeth, rettore
Arcivescovado di Damasco dei Maroniti
Damasco, Siria
Una diocesi che vive grazie all’aiuto della Chiesa
Damasco, 21 febbraio 2007
Caro direttore di 30Giorni
signor Giulio Andreotti,
seguo con interesse la vita della Chiesa attraverso la sua eccellente rivista da oltre venticinque anni. Il mio compianto arcivescovo, monsignor Elie Farah (diocesi di Cipro dei Maroniti) la riceveva regolarmente malgrado la guerra in Libano.
Sono arcivescovo di Damasco dei Maroniti da due mesi. La diocesi vive grazie all’aiuto della Chiesa e spero di ricevere un abbonamento gratuito in attesa di giorni migliori.
Samir Nassar,
arcivescovo maronita di Damasco dei Maroniti
diocesi di CaicÓ
Caicó, Brasile
L’importanza della rivista 30Dias come strumento di comunione ecclesiale
Caicó, 26 marzo 2007
Eccellentissimo signore,
desiderando ringraziarla per l’invio dell’eccellente rivista 30Dias na Igreja e no mundo che tanto arricchisce la sala di lettura e dei giornali della diocesi di Caicó, non posso non esprimere la mia ammirazione e il mio rispetto per la sua persona come direttore e senatore a vita della Repubblica Italiana, dove ho studiato e lavorato presso la Curia generalizia dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, seguendo da vicino la sua brillante attività di politico che ha sempre coniugato con equilibrio e armonia gli ideali di democrazia e i principi della fede cristiana.
Colgo l’occasione per esprimere il desiderio di conoscere il libro Quem reza se salva, ringraziandola anticipatamente dell’attenzione che ha per noi.
Riconoscendo l’importanza della rivista 30Dias come strumento di arricchimento spirituale e di comunione ecclesiale, ai complimenti per il suo contenuto selezionato si aggiungono i nostri voti di felicità e di gioia, pace e bene.
Cordialmente,
Manoel Delson Pedreira da Cruz, ofm cap, vescovo di Caicó
Vescovado di Yamoussoukro
Yamoussoukro, Costa d’Avorio
La mia gratitudine alla rivista 30Jours
Yamoussoukro, 17 aprile 2007
Signor direttore,
vorrei, ancora una volta, esprimere la mia gratitudine ai responsabili della rivista 30Jours dans l’Eglise et dans le monde, che ricevo con regolarità e che apprezzo profondamente per il contenuto estremamente ricco.
Desidererei abbonare i sacerdoti, i religiosi e le religiose della mia diocesi, Yamoussoukro. Non avendo i mezzi economici per sostenere l’abbonamento, la prego di indicarmi la via da seguire per realizzare questo desiderio.
Grazie infinitamente per tutto ciò che farà per il bene di questa diocesi a me affidata.
Joseph Ake,
vescovo di Yamoussoukro
Roma, Italia
Il ricordo del cardinale Mindszenty, eroico arcivescovo ungherese
Roma, 15 maggio 2007
Onorevole direttore,
con piena fiducia e con tanta stima mi rivolgo a lei. Sono il rettore del Pontificio Istituto Ungherese. Domenica 6 maggio in occasione del trentaduesimo anniversario della morte del servo di Dio cardinale József Mindszenty abbiamo ricordato il grande eroe porporato ungherese nella chiesa di Santo Stefano Rotondo sul Celio, che era la sua chiesa titolare. L’Osservatore Romano l’11 maggio 2007 ha pubblicato l’omelia del cardinale Walter Kasper pronunciata durante la celebrazione della santa messa. Ho letto anche per questo con tanto piacere sulle pagine dell’ultimo numero di 30Giorni il vostro articolo dedicato alla figura del nostro cardinale arcivescovo di Esztergom. Vorrei ringraziare la vostra testimonianza, che ritengo sia molto utile, anche perché è in corso il processo di beatificazione.
Esprimendo il mio apprezzamento per il vostro prestigioso articolo, vorrei accennare ad alcuni passaggi particolari.
Alla pagina 85 si legge: «E il nome dell’arcivescovo di Esztergom-Budapest József Mindszenty (rifugiatosi presso l’ambasciata americana perché condannato in contumacia a morte, con... benevola commutazione all’ergastolo) era stato al centro della nostra propaganda».
Dal contesto si presume che si parli degli anni 1948-49. È vero che Mindszenty è stato condannato a morte e poi all’ergastolo, ma lui era presente durante il processo in tribunale. La condanna non è stata emessa in contumacia. È vero che si è rifugiato presso l’ambasciata americana di Budapest, ma questo è successo il 4 novembre 1956, e non durante il processo del 1948-49.
Più avanti si legge: «Solo dopo “fraterne insistenze” di Pio XII, piegò il capo ritenendo di dover “ubbidire con umiltà, rinunciando al desiderio di finire la vita su suolo ungherese”». Presumo che qui si tratti di un errore di stampa, perché fu Paolo VI nel 1971 a chiamarlo a Roma, e non Pio XII.
Ho osato comunicarvi queste piccole precisazioni sperando che potranno esservi utili per ulteriori vostre pubblicazioni.
Colgo l’occasione per esprimerle i miei sentimenti deferenti,
monsignor László Nemeth, rettore
Arcivescovado di Damasco dei Maroniti
Damasco, Siria
Una diocesi che vive grazie all’aiuto della Chiesa
Damasco, 21 febbraio 2007
Caro direttore di 30Giorni
signor Giulio Andreotti,
seguo con interesse la vita della Chiesa attraverso la sua eccellente rivista da oltre venticinque anni. Il mio compianto arcivescovo, monsignor Elie Farah (diocesi di Cipro dei Maroniti) la riceveva regolarmente malgrado la guerra in Libano.
Sono arcivescovo di Damasco dei Maroniti da due mesi. La diocesi vive grazie all’aiuto della Chiesa e spero di ricevere un abbonamento gratuito in attesa di giorni migliori.
Samir Nassar,
arcivescovo maronita di Damasco dei Maroniti
diocesi di CaicÓ
Caicó, Brasile
L’importanza della rivista 30Dias come strumento di comunione ecclesiale
Caicó, 26 marzo 2007
Eccellentissimo signore,
desiderando ringraziarla per l’invio dell’eccellente rivista 30Dias na Igreja e no mundo che tanto arricchisce la sala di lettura e dei giornali della diocesi di Caicó, non posso non esprimere la mia ammirazione e il mio rispetto per la sua persona come direttore e senatore a vita della Repubblica Italiana, dove ho studiato e lavorato presso la Curia generalizia dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, seguendo da vicino la sua brillante attività di politico che ha sempre coniugato con equilibrio e armonia gli ideali di democrazia e i principi della fede cristiana.
Colgo l’occasione per esprimere il desiderio di conoscere il libro Quem reza se salva, ringraziandola anticipatamente dell’attenzione che ha per noi.
Riconoscendo l’importanza della rivista 30Dias come strumento di arricchimento spirituale e di comunione ecclesiale, ai complimenti per il suo contenuto selezionato si aggiungono i nostri voti di felicità e di gioia, pace e bene.
Cordialmente,
Manoel Delson Pedreira da Cruz, ofm cap, vescovo di Caicó
Vescovado di Yamoussoukro
Yamoussoukro, Costa d’Avorio
La mia gratitudine alla rivista 30Jours
Yamoussoukro, 17 aprile 2007
Signor direttore,
vorrei, ancora una volta, esprimere la mia gratitudine ai responsabili della rivista 30Jours dans l’Eglise et dans le monde, che ricevo con regolarità e che apprezzo profondamente per il contenuto estremamente ricco.
Desidererei abbonare i sacerdoti, i religiosi e le religiose della mia diocesi, Yamoussoukro. Non avendo i mezzi economici per sostenere l’abbonamento, la prego di indicarmi la via da seguire per realizzare questo desiderio.
Grazie infinitamente per tutto ciò che farà per il bene di questa diocesi a me affidata.
Joseph Ake,
vescovo di Yamoussoukro