Rubriche
tratto dal n.12 - 2000


Etchegaray

Giubileo: due appuntamenti mancati


Il cardinale Roger Etchegaray, inviato a Gerusalemme per consegnare a quelle autorità il messaggio papale di capodanno, in un incontro con esponenti della Chiesa cattolica in Terra Santa ha detto che deve far pensare il fatto che che nell’anno giubilare non vi sia stato un «incontro pancristiano» né un giorno di preghiera comune con «i nostri fratelli ebrei».




Igor Man.

I bambini palestinesi di oggi (uccisi dai soldati israeliani) come i bambini ebrei nel ’45 (uccisi dai soldati inglesi)


Mohammed, il bambino palestinese ucciso 
nella Striscia di Gaza il 30 settembre 2000

Mohammed, il bambino palestinese ucciso nella Striscia di Gaza il 30 settembre 2000

«Gesù Bambino è triste perché ha già visto, perché conosce il passato. Anche nel lontano (per noi) 1945, in Palestina innocenti bambini venivano colpiti alla testa da soldati e c’erano già allora farisei che dicevano: “Teneteli in casa i bambini, non mandateli per strada a morire”; e anche allora c’era chi si preoccupava dei poveri soldati presi a pietrate. I soldati erano britannici, i bambini ammazzati con un colpo alla testa erano ebrei. Come Gesù. (“I sionisti se ne restano a casa e mandano i loro bambini ad attaccare i nostri bravi soldati”, scrivevano certi giornali in Gran Bretagna). Come dice l’Ecclesiaste non c’è nulla di nuovo sotto il sole». Dall’editoriale di Igor Man apparso sulla Stampa del 24 dicembre, col titolo Un bambinello triste.





George W. Bush

George W. Bush

Stati Uniti
Il «nuovo inizio» di Bush e la politica estera «umile e forte» di Condoleezza

«È un nuovo inizio. Sono ottimista». Così George W. Bush il 18 dicembre, quando i grandi elettori lo hanno formalmente designato come nuovo presidente Usa. Il giorno prima Bush aveva nominato Condoleezza Rice nuovo consigliere per la sicurezza nazionale: sarà la prima donna – e la prima nera – a raggiungere i vertici della Casa Bianca. Condoleezza (il padre, appassionato del bel canto, voleva chiamarla “Con dolcezza”, all’italiana, come è scritto sulle partiture musicali, ma l’impiegato dell’anagrafe scrisse per errore “Condoleezza”) appena designata ha parlato di una «politica estera umile e forte insieme», in cui l’America non farà più da «gendarme mondiale».


Senso religioso e fede/1
Papa: «Quelle forme aberranti del sentimento religioso...»

«È importante che in questo tratto finale dell’itinerario giubilare, ogni credente ponga un impegno più intenso nel purificare e rafforzare la propria fede di fronte ai pericoli ed alle insidie che possono minacciarla in questi nostri tempi. E fra le insidie, non ci sono forse pure quelle forme aberranti del sentimento religioso, che sfruttano i bisogni e le aspirazioni più profonde dell’animo umano, proponendo prospettive di appagamento illusorie e fallaci?». Giovanni Paolo II il 23 dicembre nell’udienza concessa ai partecipanti a diversi pellegrinaggi giubilari.


Senso religioso e fede/2
Ratzinger: «Le patologie religiose che emergono necessariamente quando mancano vere risposte»

«Sembra proprio che l’evoluzione degli ultimi cinquant’anni abbia mostrato che la religione non scompare, deve forse trovare nuove forme, ma è talmente fondamentale per l’uomo che torna sempre a rivivere. Anche i regimi comunisti, nell’ultima fase della loro esistenza, hanno relativizzato la profezia dei fondatori, innanzitutto Marx e Engels, secondo cui se mutassero le condizioni sociali la religione dovrebbe scomparire. Gli ideologi dei Paesi comunisti sostenevano invece che la religione sarebbe esistita ancora per molto tempo e forse non sarebbe mai scomparsa. Infatti la dimensione trascendente, il desiderio trascendente dell’uomo sono così profondamente radicati nel suo essere che la religione non potrà mai scomparire. È nostra responsabilità che questo desiderio non sia mal guidato e non porti ad abusi. Perché, se è vero che la religione esisterà sempre, è pure vero che può essere una religione malata e di fatto tanti fenomeni del nostro tempo rivelano proprio la patologia di religioni che diventano realmente una minaccia per la persona.


Papa/1
«Conoscere l’eredità delle generazioni cristiane passate permette alle generazioni successive di mantenersi fedeli al depositum ricevuto»

«“Sanguis martyrum, semen christianorum” affermava Tertulliano (Apol. 50,13), per indicare come la fecondità dell’adesione incondizionata a Cristo abbia contribuito alla costruzione del magnifico edificio vivente che è appunto la Chiesa. Tale testimonianza, espressasi anche attraverso la multiforme varietà di monumenti letterari, architettonici, pittorici, realizzati in tanti secoli, è eloquente vestigio di innumerevoli “militi ignoti” della grande causa di Dio. La comunità dei fedeli non può lasciare che questo ricco patrimonio spirituale vada perduto. Mi piace ricordare, a questo proposito, quanto il mio santo predecessore Damaso, la cui memoria liturgica ricorre oggi, raccomandava ai fedeli: egli li esortava a venerare i luoghi che custodivano le reliquie di coloro che “Christum per astra secuti... aetherios petiere sinus et regna piorum” (Carm. IX, PL 13, 382-383). Conoscere l’eredità delle generazioni cristiane passate permette alle generazioni successive di mantenersi fedeli al depositum ricevuto, così che in ogni tempo e in ogni luogo risuoni l’unico Vangelo che salva e dà vita». Dalla lettera di Giovanni Paolo II all’arcivescovo Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, in occasione del 75° anniversario di fondazione del Pontificio Istituto di Archeologia cristiana, firmata l’11 dicembre 2000 e resa nota il giorno successivo.


Papa/2
«La curia romana sia un luogo a cui devono essere profondamente estranei la competizione e il carrierismo»

«La curia romana dev’essere, pertanto, un luogo in cui si respira santità. Un luogo a cui devono essere profondamente estranei la competizione e il carrierismo, in cui deve vigere solo l’amore per Cristo, manifestato nella gioia della comunione e del servizio, ad imitazione di Colui che è “venuto non per essere servito, ma per servire” (Mc 10, 45)». Dal discorso del Papa ai membri della curia romana formulato il 21 dicembre nella consueta udienza per la presentazione degli auguri natalizi.


“Nuova evangelizzazione”/1
Ratzinger: la tentazione dell’impazienza, di cercare subito il grande successo, i grandi numeri

«Però qui si nasconde anche una tentazione – la tentazione dell’impazienza, la tentazione di cercare subito il grande successo, di cercare i grandi numeri. E questo non è il metodo di Dio. Per il Regno di Dio e così per l’evangelizzazione, strumento e veicolo del Regno di Dio, vale sempre la parabola del grano di senape (cfr. Mc 4, 31-32). Il Regno di Dio ricomincia sempre di nuovo sotto questo segno. Nuova evangelizzazione non può voler dire: attirare subito con nuovi metodi più raffinati le grandi masse allontanatesi dalla Chiesa. No – non è questa la promessa della nuova evangelizzazione. Nuova evangelizzazione vuol dire: non accontentarsi del fatto, che dal grano di senape è cresciuto il grande albero della Chiesa universale, non pensare che basti il fatto che nei suoi rami, diversissimi uccelli possono trovare posto – ma osare di nuovo con l’umiltà del piccolo granello lasciando a Dio, quando e come crescerà (Mc 4, 26-29). Le grandi cose cominciano sempre dal granello piccolo e i movimenti di massa sono sempre effimeri». Così Joseph Ratzinger nell’intervento sulla nuova evangelizzazione tenuto il 10 dicembre nel corso di un convegno dei catechisti e dei docenti di religione promosso dalla Congregazione per il clero in occasione del giubileo di “categoria”. L’intervento del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede è stato pubblicato integralmente dall’Osservatore Romano (11-12 dicembre), e in ampi stralci – ma manca quello qui riprodotto – su Avvenire (13 dicembre).


“Nuova evangelizzazione”/2
Kiko Arguello: facciamo un pontificio consiglio per la sua attuazione

«Di fronte al pericolo dell’apostasia di tanti battezzati e all’urgenza di salvare questa generazione, noi – come ho detto durante il Sinodo speciale per l’Europa [del 1999, ndr] – pensiamo sarebbe importante, dopo il Giubileo dell’anno 2000, costituire una pontificia commissione per l’attuazione della nuova evangelizzazione, per aiutare e promuovere l’annuncio del kerygma e l’iniziazione cristiana degli adulti». Idea (ri)lanciata da Kiko Arguello, cofondatore del Cammino neocatecumenale, il 10 dicembre, nel corso di un convegno dei catechisti e dei docenti di religione promosso dalla Congregazione per il clero in occasione del Giubileo di “categoria”.


Sacro Collegio
La scomparsa del cardinale Lubachivsky

Il 14 dicembre è venuto meno il cardinale Myroslav Ivan Lubachivsky, 86 anni, dall’84 arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini. Con la sua scomparsa il numero di porporati nel Sacro Collegio è sceso a 141, di cui 97 con meno di ottanta anni.
Il 23 dicembre l’arcivescovo Lubomyr Husar, 67 anni, dall’ottobre ’96 ausiliare «con particolari deleghe» di Lubachivsky, è stato nominato amministratore apostolico dell’arcivescovado maggiore.


La Repubblica
Silvestro II, il papa mago

E Silvestro II, il papa mago, scoprì l’oro a Campo Marzio. Con questo titolo la Repubblica del 10 dicembre, nella cronaca di Roma, ha presentato un medaglione sulle «incredibili leggende sulla figura del Pontefice dell’anno mille, che studiava astronomia e alchimia».


Natale
Celebrazioni istituzionali di Ruini

Fitta la serie di celebrazioni istituzionali del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei in vista delle festività natalizie. Ne ha dato notizia Roma-7, il supplemento settimanale di Avvenire del Vicariato, del 24 dicembre. La mattina del 19 Ruini ha celebrato messa nella sede della Regione Lazio, alla presenza del presidente Francesco Storace (non citato su Roma-7). Nel pomeriggio, santa messa per parlamentari e personale delle Camere nella rettoria di San Gregorio Nazianzieno (Il Messaggero ha maliziosamente notato l’assenza di rappresentanti della sinistra). Il 21 pomeriggio il porporato emiliano ha poi celebrato messa nella cappella del Quirinale, alla presenza del presidente Carlo Azeglio Ciampi (citato su Roma-7).
Il 16 dicembre inoltre (ne ha dato notizia l’Ansa) Ruini ha benedetto l’altare della cappella del Palazzo dei Conservatori, sul Campidoglio, alla presenza del sindaco di Roma Francesco Rutelli.


Vescovi italiani
Nomine a Livorno, Belluno, Acqui, Susa, Molfetta e Palermo. Ristrutturata la regione ecclesiastica siciliana

Il 9 dicembre, Diego Coletti, 59 anni, milanese, è stato nominato vescovo di Livorno (dall’89 era rettore del Pontificio Seminario Lombardo a Roma; succede ad un altro milanese, Alberto Ablondi, per trent’anni vescovo della diocesi labronica). Nello stesso giorno, l’ausiliare di Livorno, Vincenzo Savio, salesiano lombardo di 56 anni, è stato nominato vescovo di Belluno-Feltre, mentre Piergiorgio Micchiardi, cinquantottenne piemontese, dal ’90 ausiliare di Torino, è stato nominato vescovo di Acqui (succede a Livio Maritano che a sua volta era stato ausiliare della città subalpina).
Il 13 dicembre, Alfonso Badini Confalonieri, 66 anni, dal ’94 delegato della sezione ordinaria dell’Apsa, è stato nominato vescovo di Susa (To), diocesi in cui era stato ordinato sacerdote nel ’78. Lo stesso giorno, il pugliese Luigi Martella, 52 anni, è stato nominato vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (Ba).
Il 23 dicembre, Salvatore Di Cristina, 63 anni, è stato nominato ausiliare del cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo (dallo scorso anno era vicario generale della diocesi). Il 2 dicembre intanto era stata ristrutturata la regione ecclesiastica siciliana, con la creazione di due nuove metropolie (Catania – con suffraganee Acireale e Caltagirone – e Agrigento – con suffraganee Caltanissetta e Piazza Armerina), e l’abolizione di quella di Monreale (risalente al XII secolo) che diventa suffraganea di Palermo.


Diplomazia/1
Nuovi ambasciatori di Santo Domingo, Croazia e di altri sette Paesi

L’11 dicembre ha presentato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore di Santo Domingo presso la Santa Sede. È Victor A. Hidalgo Justo, 73 anni, docente universitario, che ha ricoperto incarichi politici nel suo Paese tra il 1966 e il 1978.
Il 15 dicembre è stata la volta del nuovo ambasciatore di Croazia. Si tratta di Franjo Zenko, 69 anni, professore invitato all’Università di Zagabria e alla Facoltà cattolica di Filosofia della medesima capitale.
Il 14 dicembre poi si sono presentati gli ambasciatori di sette Paesi, che non risiederanno a Roma perché rappresentanti anche presso altri Stati europei. Sono Samuel A. Otuyelu per la Nigeria, Silas Samuel Ncozana per il Malawi, Boaz Kidiga Mbaya per il Kenya, Christos N. Psilogenis per Cipro, Niranjan Natverlal Desai per l’India, Beraky Gebreslassie per l’Eritrea, Mahmoud Hissein Mahmoud per il Ciad.


Diplomazia/2
Ratificato l’Accordo- base tra Slovacchia e Santa Sede

Il 18 dicembre si è svolta in Vaticano la cerimonia dello scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo-base tra la Santa Sede e la Repubblica Slovacca. Presenti il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano e il presidente della Repubblica Rudolf Schuster. L’Accordo-base era stato firmato appena tre settimane prima, il 24 novembre.


Diplomazia/3
Nuovi nunzi in Messico e a Gibuti

Il 23 dicembre, l’arcivescovo scalabriniano Silvano Tomasi, rappresentante pontificio in Etiopia ed Eritrea è stato nominato anche nunzio apostolico a Gibuti.
Il 27 dicembre, il piemontese Giuseppe Bertello, 58 anni, è stato nominato nunzio apostolico in Messico. Dall’87 al ’90 era stato rappresentante pontificio in Ghana, Togo e Benin, poi tra il ’90 e il ’94 in Ruanda (Paese che dovette lasciare per i gravi disordini dovuti alla guerra etnica tra tutsi e hutu). Dal ’95 era rappresentante presso la sede Onu di Ginevra.


Giubileo/1
Roma risplende, ma al Gianicolo...

«Correte a Roma, ha scritto mesi fa il quotidiano Washington Post, è il momento di ammirarla perché risplende dopo la stagione dei restauri. Vero, verissimo. [...] Ma adesso bisogna pensare al futuro. [...] Non tutti gli interventi sono stati esemplari. Anzi. [...] Ad ogni minima contestazione sulla qualità e il senso di questi e altri interventi – espressa non da molesti perditempo ma da urbanisti e storici dell’arte – il Campidoglio ha puntualmente risposto con irritazione, fastidio, sufficienza, grossolane ironie. L’esempio più clamoroso è stato quello del megaparcheggio al Gianicolo (sul quale è superfluo tornare, ciò che è devastato, è devastato): persino la rivista diretta da un signore che si chiama Giulio Andreotti venne svillaneggiata». Dall’editoriale nella cronaca romana del Corriere della Sera del 27 dicembre, firmato da Paolo Conti.


Giubileo/2
Sordi e Banfi “rubano” la scena a Wojtyla

«Giovanni Paolo II (ieri, ndr) ha dovuto – per una volta – lasciarsi rubare il palcoscenico; ma da professionisti del mestiere. Erano in piazza San Pietro, con lui, il “nonno d’Italia”, Lino Banfi e Alberto Sordi, insieme a molti altri personaggi noti e meno noti per festeggiare il Giubileo del mondo dello spettacolo, l’ultimo Giubileo di “categoria” dell’Anno Santo del duemila». Incipit dell’articolo di Marco Tosatti sulla Stampa del 18 dicembre.




Bomba sul duomo.

Martini: un attacco al luogo da cui si diffondono parole di fede, di pace e di riconciliazione per tutti


Il luogo dove è stato rinvenuto l’ordigno

Il luogo dove è stato rinvenuto l’ordigno

«Perché collocare un ordigno fra le guglie del Duomo significa offendere lo spirito di fraternità che la Cattedrale rappresenta. Il Duomo è il cuore della Chiesa ambrosiana ed è il simbolo di Milano. Da questo luogo si diffondono parole di fede, di pace e di riconciliazione per tutti. È qui che tutta la città si scopre amica». Non sono state parole di sfida quelle del cardinale Carlo Maria Martini (Corriere della Sera del 19 dicembre), dopo la scoperta di un ordigno inesploso sul Duomo di Milano. «È un gesto grave e irresponsabile che non serve a nessuno e non porta da nessuna parte. Da deprecare e basta».




Escatologia.

La fede della Chiesa e le opinioni dei teologi


Le anime dei martiri sotto l’altare dell’Agnello, cripta della Cattedrale di Anagni

Le anime dei martiri sotto l’altare dell’Agnello, cripta della Cattedrale di Anagni

«“È corretta l’interpretazione di alcune correnti teologiche che tendono ad ‘anticipare’ la resurrezione al momento della morte?”.
“La tradizione di fede della Chiesa smentisce questa opinione. Perciò la lettera della Congregazione per la dottrina della fede ‘afferma la sopravvivenza e la sussistenza, dopo la morte, di un elemento spirituale il quale è dotato di coscienza e di volontà, in modo tale che l’io umano sussista, pur mancando nel frattempo del complemento del suo corpo’. Per designare questo elemento si utilizza la parola ‘anima’, seguendo l’uso della Scrittura e della Tradizione. La fede della Chiesa, dunque, oltre ad affermare la risurrezione e la sua realtà corporea, afferma l’idea di una sopravvivenza dell’anima, spogliata del corpo, prima della risurrezione finale. E questa non è una teoria teologica, ma un dato del messaggio cristiano, che è stato rivelato in se stesso. Se, dunque, venisse a cadere, molte altre verità della fede non potrebbero più essere mantenute: il significato dei suffragi per i defunti, ciò che il dogma dell’Assunzione ha di peculiare in Maria, e – soprattutto – l’autentico realismo ecclesiale della risurrezione finale”».
Botta e risposta tra un giornalista e l’arcivescovo Tarcisio Bertone in una intervista apparsa su Avvenire del 31 dicembre. Lo spunto per il colloquio con il segretario della Congregazione per la dottrina della fede è nato da una recente pubblicazione dell’ex Sant’Uffizio: Temi attuali di escatologia. Documenti, commenti e studi. LOsservatore Romano del 14 dicembre ha pubblicato integralmente l’introduzione e la presentazione del volume, firmate rispettivamente dal cardinale prefetto Joseph Ratzinger e da monsignor Bertone. Il primo documento presente nell’opuscolo è la lettera (della Congregazione) ai vescovi della Chiesa cattolica su alcune questioni concernenti l’escatologia. Questa lettera, cui fa riferimento Bertone nella risposta sopra citata, fu firmata il 17 maggio 1979 dal cardinale Franjo Seper e dall’arcivescovo Jean J. Hamer, all’epoca, rispettivamente, prefetto e segretario del dicastero vaticano.




ISTAT.

Gli italiani che vanno a messa la domenica sono sempre di meno


Scende al 25,8% la percentuale degli italiani che vanno a messa una volta la settimana

Scende al 25,8% la percentuale degli italiani che vanno a messa una volta la settimana

Alla vigilia delle festività natalizie l’Istat ha reso noto i dati di una indagine campionaria sullo sviluppo della religiosità degli italiani nel periodo ’93-99. Risultato: diminuiscono, sostanzialmente, quelli che vanno a messa una volta a settimana (dal 29% al 25,8%) e, di poco, quelli che non ci vanno mai (dal 15 al 14,4%); aumentano, di poco, quelli che vanno a messa qualche volta al mese (dal 16,4 al 16,7%) e, di più, qualche volta l’anno (dal 27,9 al 30%); stabili quelli che ci vanno tutti i giorni (2,2%) e qualche volta a settimana (7,9%).




Martini e Piovanelli.

Rammarico per il mancato gesto di clemenza verso i carcerati da parte delle autorità italiane


La copertina 
del numero 
di giugno 2000 
sull’emergenza carceri 
e sull’amnistia

La copertina del numero di giugno 2000 sull’emergenza carceri e sull’amnistia

Il cardinale Carlo Maria Martini, celebrando la messa natalizia nel carcere milanese di San Vittore, ha espresso il suo rammarico perché le autorità italiane non hanno recepito l’invito del Papa ad un gesto di clemenza per i carcerati. Anche fonti vaticane ufficiose, tracciando un bilancio positivo dell’anno giubilare, hanno messo in rilievo la stessa mancata risposta dell’Italia, citando altri Paesi che hanno invece corrisposto, tra cui la Russia.
Analogo rimarco è stato fatto dal cardinale Silvano Piovanelli a Firenze.


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