Un mondo incristiano
Del Noce e la scristianizzazione
Un volume analizza la società secolarizzata nel pensiero di Augusto Del Noce
di Adriano Ossicini
Augusto Del Noce è stato indubbiamente uno dei più autorevoli filosofi italiani, la sua fama non è certo rimasta confinata nel pur ampio ambito della nostra cultura filosofica e ancora il dibattito su di lui è aperto, non solo nel campo nel quale militò con grande autorevolezza, quello cattolico.
Per la conoscenza personale più che per quella filosofica, sulla quale la mia autorità è modesta, debbo dire che ho sempre pensato che pur avendo scritto, Del Noce, opere di grande rilievo sul piano teoretico, egli vada considerato fondamentalmente come grande filosofo morale.
È noto, fra l’altro, che fin dai lontani anni del fascismo, poi nel periodo della Resistenza e poi subito dopo la Liberazione, un gruppo di noi di formazione cristiana, in particolare, il filosofo Felice Balbo, Franco Rodano e, per certi aspetti, anche allora Giulio Andreotti, impegnato, sia pure su posizioni differenti, in un dialogo con noi, impegnò un forte dibattito con Del Noce su alcuni temi fondamentali della filosofia moderna (come quelli del rapporto fra marxismo e cristianesimo e del modernismo) e su alcuni temi di fondo sollevati da alcuni filosofi d’oltralpe come Maritain, Mounier, Péguy, Bernanos, Claudel, ecc.
È chiaro che il vero interlocutore allora fu Felice Balbo, un grande filosofo morale del quale, a mio avviso, troppo poco oggi si parla, e che mentre il dialogo fra Balbo e Del Noce fu complesso, ma con profonde possibilità di incontro, la polemica fu, con Rodano, più netta e il dialogo con me avvenne prevalentemente su temi politici.
Ma fin da allora, io rimasi convinto della straordinaria importanza della testimonianza di Del Noce nel campo della filosofia morale.
Questo mio convincimento ha trovato, dopo tanti anni, un’autorevole conferma in un bellissimo lavoro di Leonardo Santorsola intitolato Il problema dell’etica nella società secolarizzata secondo il pensiero di Augusto Del Noce, pubblicato a cura del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia dall’Editore Mursia.
Si tratta di un volume di particolare capacità di analisi, di grande ampiezza di documentazione e di suggestive proposte di valutazione e di giudizio. Basterebbero alcuni titoli come “Cristianesimo e modernità”, “Il problema del male e l’orientamento del pensiero filosofico e teologico”, “Marxismo e ateismo”, “Comunismo, fascismo e nazismo”, “Secolarizzazione e società opulenta”, “Filosofia cristiana, teologia e ateismo”.
Tutti titoli che compongono la prima parte e, in sostanza, affrontano, alla luce del pensiero di Del Noce, un’analisi della società secolarizzata.
ýella seconda parte viene poi, in modo organico, sempre secondo il pensiero di Del Noce, affrontata quella che viene definita la situazione dell’etica nella società secolarizzata e con un’analisi che va dall’etica della «religione atea marxista» all’etica della «società opulenta» e poi dall’etica nazionalista all’etica della «teologia atea» e dell’ateismo teologico.
Vengono poi affrontate le «teorie etiche contemporanee» e infine, quelli che vengono definiti i «compiti del cristianesimo». In particolare è di grande interesse il capitolo sulla «Chiesa oltre la crisi del progressismo e del modernismo» e infine quello sul «senso della nuova evangelizzazione».
Non è possibile in una recensione analizzare purtroppo i singoli capitoli, ma è abbastanza facile capire, dalla loro enunciazione, l’imponente lavoro sviluppato da Santorsola e ancor più la straordinaria portata dell’opera di Del Noce.
Questo volume, che ha avuto notevoli generali apprezzamenti, ha avuto anche come battesimo un interessantissimo dibattito, tenutosi presso l’Istituto Sturzo a Roma, nel quale il sottoscritto, il professor Gianfranco Lami e il professor Francesco Mercadante hanno avuto l’onore e il piacere di presentare e illustrare questo volume, sotto la guida, come moderatore, dell’autorevole professor Stanislaw Grygiel della Pontificia Università Lateranense.
Alla presentazione ha fatto seguito un ampio e appassionato dibattito, concluso da un intelligente e appassionato intervento dell’arcivescovo di Matera, monsignor Ciliberti.
Per la conoscenza personale più che per quella filosofica, sulla quale la mia autorità è modesta, debbo dire che ho sempre pensato che pur avendo scritto, Del Noce, opere di grande rilievo sul piano teoretico, egli vada considerato fondamentalmente come grande filosofo morale.
È noto, fra l’altro, che fin dai lontani anni del fascismo, poi nel periodo della Resistenza e poi subito dopo la Liberazione, un gruppo di noi di formazione cristiana, in particolare, il filosofo Felice Balbo, Franco Rodano e, per certi aspetti, anche allora Giulio Andreotti, impegnato, sia pure su posizioni differenti, in un dialogo con noi, impegnò un forte dibattito con Del Noce su alcuni temi fondamentali della filosofia moderna (come quelli del rapporto fra marxismo e cristianesimo e del modernismo) e su alcuni temi di fondo sollevati da alcuni filosofi d’oltralpe come Maritain, Mounier, Péguy, Bernanos, Claudel, ecc.
È chiaro che il vero interlocutore allora fu Felice Balbo, un grande filosofo morale del quale, a mio avviso, troppo poco oggi si parla, e che mentre il dialogo fra Balbo e Del Noce fu complesso, ma con profonde possibilità di incontro, la polemica fu, con Rodano, più netta e il dialogo con me avvenne prevalentemente su temi politici.
Ma fin da allora, io rimasi convinto della straordinaria importanza della testimonianza di Del Noce nel campo della filosofia morale.
Questo mio convincimento ha trovato, dopo tanti anni, un’autorevole conferma in un bellissimo lavoro di Leonardo Santorsola intitolato Il problema dell’etica nella società secolarizzata secondo il pensiero di Augusto Del Noce, pubblicato a cura del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia dall’Editore Mursia.
Si tratta di un volume di particolare capacità di analisi, di grande ampiezza di documentazione e di suggestive proposte di valutazione e di giudizio. Basterebbero alcuni titoli come “Cristianesimo e modernità”, “Il problema del male e l’orientamento del pensiero filosofico e teologico”, “Marxismo e ateismo”, “Comunismo, fascismo e nazismo”, “Secolarizzazione e società opulenta”, “Filosofia cristiana, teologia e ateismo”.
Tutti titoli che compongono la prima parte e, in sostanza, affrontano, alla luce del pensiero di Del Noce, un’analisi della società secolarizzata.
ýella seconda parte viene poi, in modo organico, sempre secondo il pensiero di Del Noce, affrontata quella che viene definita la situazione dell’etica nella società secolarizzata e con un’analisi che va dall’etica della «religione atea marxista» all’etica della «società opulenta» e poi dall’etica nazionalista all’etica della «teologia atea» e dell’ateismo teologico.
Vengono poi affrontate le «teorie etiche contemporanee» e infine, quelli che vengono definiti i «compiti del cristianesimo». In particolare è di grande interesse il capitolo sulla «Chiesa oltre la crisi del progressismo e del modernismo» e infine quello sul «senso della nuova evangelizzazione».
Non è possibile in una recensione analizzare purtroppo i singoli capitoli, ma è abbastanza facile capire, dalla loro enunciazione, l’imponente lavoro sviluppato da Santorsola e ancor più la straordinaria portata dell’opera di Del Noce.
Questo volume, che ha avuto notevoli generali apprezzamenti, ha avuto anche come battesimo un interessantissimo dibattito, tenutosi presso l’Istituto Sturzo a Roma, nel quale il sottoscritto, il professor Gianfranco Lami e il professor Francesco Mercadante hanno avuto l’onore e il piacere di presentare e illustrare questo volume, sotto la guida, come moderatore, dell’autorevole professor Stanislaw Grygiel della Pontificia Università Lateranense.
Alla presentazione ha fatto seguito un ampio e appassionato dibattito, concluso da un intelligente e appassionato intervento dell’arcivescovo di Matera, monsignor Ciliberti.