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REPORTAGE DAL BRASILE
tratto dal n. 01 - 2003

LA PASTORALE DELLA TERRA. Intervista con dom Tomás Balduino

Inermi, a difesa dei contadini


Intervista con dom Tomás Balduino


di Davide Malacaria


Due contadini dello stato di Pernambuco

Due contadini dello stato di Pernambuco

La Commissione per la pastorale della terra è un po’ il cuore della Chiesa brasiliana. È nata nel 1975, per volontà della Conferenza episcopale brasiliana, per seguire i contadini oppressi dai grandi latifondisti, dai loro armati e dai militari inviati al servizio dei potenti, dal regime di turno. I sacerdoti e i laici della Pastorale della terra (oggi sono circa 1300) si sono irradiati nell’immenso territorio brasiliano svolgendo il loro compito pastorale in una realtà dura e spietata. Ai contadini cui veniva negato ogni minimo diritto alla vita hanno affiancato la loro presenza discreta e continua. Li hanno accompagnati nelle loro rivendicazioni, nell’inermità li hanno difesi, li hanno confortati nelle tragedie di una vita misera e segnata dalla precarietà quotidiana. E hanno pagato il loro tributo di sangue, uccisi in tanti modi nei più sperduti angoli del Brasile. Martiri per il popolo, pericolosi agitatori sociali per gli assassini. Ma se la Pastorale della terra è un cuore, dom Tomás Balduino ne rappresenta in certo modo l’anima. Settantanove anni, vescovo emerito di Goiás, l’anziano prelato da sempre guida la Commissione per la pastorale della terra. A lui chiediamo della riforma agraria promessa da Lula e delle attese dei movimenti dei contadini.

Qual è il rapporto tra la Commissione che lei presiede e i sem terra?
TOMÁS BALDUINO: La Commissione ha sempre appoggiato i sem terra come tutte le altre organizzazioni contadine. Ma nel rispetto. Ovvero senza la pretesa di volersi sostituire ai veri protagonisti di queste lotte. Un sostegno che si svolge anche dal punto di vista giuridico, di infrastrutture, di assistenza tecnica per la produzione agraria. Questo senza perdere la nostra autonomia pastorale, legata alla missione della Chiesa.
Come nasce la Pastorale della terra?
BALDUINO: Nasce nel ’75, nel momento in cui, sotto la dittatura militare, si stava attuando una forte repressione del movimento contadino. Era stata già decisa la liquidazione di questi movimenti. La creazione della Commissione della pastorale della terra lo ha impedito, ed ha segnato una svolta nella storia del Brasile. Questo appoggio è risultato importante anche durante l’ultimo governo di Fernando Henrique Cardoso, quando queste organizzazioni, di fatto unica vera forza di opposizione al governo, sono state ingiustamente criminalizzate.
Come pensa che si possa attuare la riforma agraria?
BALDUINO: Una riforma agraria non può essere disgiunta dal modello economico adottato da un Paese. Un tempo poteva essere realizzata in rapporto ad un modello rurale, ora non si può prescindere da un contesto rurale-urbano. E poi una cosa è una riforma agraria al sud, dove la proprietà è più frazionata, un’altra al nord, in condizioni di semiaridità, altra cosa ancora nelle regioni amazzoniche… In ogni caso, in estrema sintesi, si tratta di attuare misure volte alla democratizzazione dei beni della terra, alla partecipazione di questi beni. Ma non si tratta solo di un problema legato alla distribuzione della terra. La riforma agraria per i contadini è diventata un simbolo della loro dignità umana, della possibilità di un cambiamento. Questo non vale solo per loro, ma per tutta la società, per tutti i poveri del Paese.
Se si attuasse la riforma agraria, la Commissione che lei guida sparirebbe?
BALDUINO: No, perché credo che ci sia sempre bisogno di una presenza della Chiesa vicina alla popolazione contadina. Anzi credo che l’azione della Chiesa attuata dalla Pastorale della terra, non può che trarre giovamento da un movimento contadino forte. D’altronde così è stato finora.
Come vede l’elezione di Lula in relazione ai movimenti sem terra e dei contadini?
BALDUINO: Credo che Lula, per la sua storia personale, conservi una duplice posizione di affinità: con la Chiesa che ha fatto emergere queste organizzazioni, e poi un’affinità più profonda con questi movimenti. Ci sarà sempre simpatia tra lui e queste organizzazioni. Credo che il momento della repressione sia superato.
Queste organizzazioni parteciperanno in qualche modo al nuovo governo?
BALDUINO: La nostra Commissione in questo momento ha una grande preoccupazione, ovvero teme che alcuni leader dei movimenti contadini entrino in posti di governo: sarebbe un disastro per queste organizzazioni che si vedrebbero private delle loro guide che hanno anni di esperienza. Invece le organizzazioni contadine, come altre organizzazioni popolari brasiliane, devono continuare nella loro azione per poter influenzare la società civile.


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