LA PASTORALE DELLA TERRA. Intervista con dom Tomás Balduino
Inermi, a difesa dei contadini
Intervista con dom Tomás Balduino
di Davide Malacaria

Due contadini dello stato di Pernambuco
Qual è il rapporto tra la Commissione che lei presiede e i sem terra?
TOMÁS BALDUINO: La Commissione ha sempre appoggiato i sem terra come tutte le altre organizzazioni contadine. Ma nel rispetto. Ovvero senza la pretesa di volersi sostituire ai veri protagonisti di queste lotte. Un sostegno che si svolge anche dal punto di vista giuridico, di infrastrutture, di assistenza tecnica per la produzione agraria. Questo senza perdere la nostra autonomia pastorale, legata alla missione della Chiesa.
Come nasce la Pastorale della terra?
BALDUINO: Nasce nel ’75, nel momento in cui, sotto la dittatura militare, si stava attuando una forte repressione del movimento contadino. Era stata già decisa la liquidazione di questi movimenti. La creazione della Commissione della pastorale della terra lo ha impedito, ed ha segnato una svolta nella storia del Brasile. Questo appoggio è risultato importante anche durante l’ultimo governo di Fernando Henrique Cardoso, quando queste organizzazioni, di fatto unica vera forza di opposizione al governo, sono state ingiustamente criminalizzate.
Come pensa che si possa attuare la riforma agraria?
BALDUINO: Una riforma agraria non può essere disgiunta dal modello economico adottato da un Paese. Un tempo poteva essere realizzata in rapporto ad un modello rurale, ora non si può prescindere da un contesto rurale-urbano. E poi una cosa è una riforma agraria al sud, dove la proprietà è più frazionata, un’altra al nord, in condizioni di semiaridità, altra cosa ancora nelle regioni amazzoniche… In ogni caso, in estrema sintesi, si tratta di attuare misure volte alla democratizzazione dei beni della terra, alla partecipazione di questi beni. Ma non si tratta solo di un problema legato alla distribuzione della terra. La riforma agraria per i contadini è diventata un simbolo della loro dignità umana, della possibilità di un cambiamento. Questo non vale solo per loro, ma per tutta la società, per tutti i poveri del Paese.
Se si attuasse la riforma agraria, la Commissione che lei guida sparirebbe?
BALDUINO: No, perché credo che ci sia sempre bisogno di una presenza della Chiesa vicina alla popolazione contadina. Anzi credo che l’azione della Chiesa attuata dalla Pastorale della terra, non può che trarre giovamento da un movimento contadino forte. D’altronde così è stato finora.
Come vede l’elezione di Lula in relazione ai movimenti sem terra e dei contadini?
BALDUINO: Credo che Lula, per la sua storia personale, conservi una duplice posizione di affinità: con la Chiesa che ha fatto emergere queste organizzazioni, e poi un’affinità più profonda con questi movimenti. Ci sarà sempre simpatia tra lui e queste organizzazioni. Credo che il momento della repressione sia superato.
Queste organizzazioni parteciperanno in qualche modo al nuovo governo?
BALDUINO: La nostra Commissione in questo momento ha una grande preoccupazione, ovvero teme che alcuni leader dei movimenti contadini entrino in posti di governo: sarebbe un disastro per queste organizzazioni che si vedrebbero private delle loro guide che hanno anni di esperienza. Invece le organizzazioni contadine, come altre organizzazioni popolari brasiliane, devono continuare nella loro azione per poter influenzare la società civile.