Gli auguri al Papa
Pubblichiamo il testo del messaggio di augurio che il nostro direttore ha indirizzato dai microfoni di Radio vaticana al Santo Padre per l’ottantesimo compleanno. Anzi – per usare la formula di Sua Santità di dieci anni or sono – per l’inizio del nono decennio di vita
di Giulio Andreotti

Un momento del festeggiamento per l’ottantesimo compleanno di Giovanni Paolo II nella residenza di Santa Marta, in Vaticano. Da sinistra, con il Papa, i cardinali Ratzinger, Gantin, Sodano e Moreira Neves
I monaci avevano cantato il Dominus conservet eum. Nessuno sapeva che meno di due anni dopo Gesù e la Madonna avrebbero dovuto salvarlo – oltre i limiti del fisicamente spiegabile – da un mostruoso attentato.
Oggi, mentre inizia il nono decennio di vita, l’augurio è tanto più intenso per lo straordinario successo di questi ventidue anni. Sull’onda dei quali vi sono ancora molte situazioni e crisi che con il suo prestigio e la sua comunicativa potrà aiutare a risolvere o almeno ad attenuare.
Grandi momenti – di dottrina, di ecumenismo, di forte difesa dei diritti dei poveri, di acclamate presenze internazionali – contrassegnano l’opera di Giovanni Paolo II. Ma vi sono stati anche piccoli eventi che danno una caratteristica speciale a questo pontificato: dalle approfondite visite alle parrocchie romane al battesimo del figlio di un netturbino.
Di qui la preghiera a Dio perché conservi a lungo questo Papa, che continua a sorprendere per l’intensità del suo lavoro. Al ritorno dal primo viaggio apostolico – in Messico – ebbe un’espressione rivelatrice, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse stanco: «Il calore delle accoglienze e la sicurezza di far del bene, ricaricano».
Alla fragilità del fisico si contrappone ora più che mai la forza di un’anima straordinaria. Per questo il Papa riesce a colloquiare con i giovani, come nessun altro.